Inquinamento e polveri sottili.

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Vorrei portare alcune riflessioni in merito al tema in oggetto, partendo dalle dichiarazioni di Sindaco e Assessore all’Ambiente che evidenziano come “Cesena sia la città capoluogo con il minore numero di sforamenti in Emilia Romagna”.
 
Seguo con interesse da più di dieci anni il tema dell’inquinamento atmosferico e dei sistemi di monitoraggio.
Cesena aveva sino al 2007 due centraline di rilevamento: una posta lungo la via Emilia (in corrispondenza dell’attuale rotonda San Pietro) ed una come stazione di fondo (piazza Almerici di fronte alla biblioteca).
Dal 2008 la stazione di monitoraggio lungo la Via Emilia fu rimossa: dunque da 10 anni Cesena non ha più stazioni che rilevano le polveri sottili lungo strade trafficate.
Ricordo che negli anni 2006 e 2007 la stazione da traffico di Cesena presentava un numero di sforamenti da maglia nera in Regione: rispettivamente 123 e 103, a fronte di un limite di massimo 35 giorni di non superamento.

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Nuovo ospedale, vecchi problemi (irrisolti).

 

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Dal momento in cui la città di Cesena ha visto irrompere sulla scena politica, come fulmine a ciel sereno, la proposta di costruzione di un nuovo ospedale, è tutto un parlare di sanità. Ma così come è sempre stato, vista la storica riluttanza dei pubblici decisori ad esplicitare le questioni attinenti la qualità dei servizi, i disagi e le difficoltà che i cittadini incontrano ed ancor più ad ammetterne l’esistenza, di questi aspetti meno entusiasmanti, proprio non se ne parla.

Che se poi qualche lamentazione balza sulle cronache dei giornali, ecco levarsi in coro i responsabili di turno con dichiarazioni di circostanza che ne fanno come si suol dire un “caso isolato”. Come se nulla ci fosse mai da eccepire sul funzionamento del nostro sistema sanitario. Ed anche oggi nelle ormai quotidiane esternazioni sulla sanità, tutto il fervore dei nostri amministratori è teso a dimostrare, con la costruzione di un nuovo ospedale, l’esclusiva volontà di tenere alta la tanto inneggiata eccellenza della sanità locale e possibilmente di elevarla ancor di più, tanto da  attrarre pazienti da altri territori, collocandosi in quella che è ormai diventata una gara di import/export tra i diversi poli ospedalieri. Poco importa il fatto che trattandosi di sofferenza e di malattia, la cosa possa destare qualche dubbio. Leggi tutto “Nuovo ospedale, vecchi problemi (irrisolti).”

Cesena SiAmo Noi fa il punto sul complesso della Rocca Malatestiana.

 

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13 gennaio 2017

CESENASIAMONOI FA IL PUNTO SUL COMPLESSO DELLA ROCCA MALATESTIANA

 Non sembri strano parlare dell’anima dei luoghi perché di questo si tratta quando l’identità dei cittadini è secolarmente legata a un luogo come lo è nel caso della Rocca Malatestiana e citiamo pure James Hilmann perché il significato della bellezza e lo spirito che vivifica questo luogo è per i Cesenati secondo forse solo alla biblioteca Malatestiana.

La “gestione” – termine abusato e riduttivo- dell’associazione Aidoru della Rocca Malatestiana ha ravvivato l’anima della Rocca Malatestiana.. Con proficuo lavoro dal 2012 si sono raggiunti obiettivi previsti dalla convenzione in atto tra il comune e l’associazione,  fra i quali, in primis, l’aver quasi quadruplicato il numero annuale di persone (da 20.000 a più di 80.000 persone all’anno) che hanno fruito delle proposte artistiche, delle visite guidate, dei servizi di accoglienza, dei concerti.

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