Monthly Archives: dicembre 2017

10/12/17 – CONDANNA AD OGNI VIOLENZA DOPO I TAFFERUGLI DI FORLI’

Dopo i momenti di tensione di ieri a Forlì e i tafferugli fra attivisti di Forza Nuova, autorizzati alla raccolta di firme contro l’immigrazione, ed esponenti di FIOM CGL , sfociati poi in scontro fisico, per fortuna arginato in breve, CesenaSiamoNoi condanna la violenza senza esitazioni.

Siamo colpiti che anche in Romagna, terra di grande tradizione democratica, possano accadere questi episodi connotati dall’intimidazione, dalla logica del muro contro muro. Siamo solidali e vicini soprattutto con chi è uscito contuso dallo scontro: il segretario della FIOM Cgil Gianni Cotugno.

Violenza e aggressione, da qualsiasi parte provengano, non sono accettabili in un contesto democratico, anche di fronte a possibili provocazioni, perché stanno inevitabilmente su livelli differenti.

In questo momento storico di ogni cittadino italiano ed europeo non deve dimenticare la propria matrice culturale nella cifra filosofica della tolleranza, del dialogo e dell’accoglienza, per non cadere nelle trappole costanti e a quanto pare crescenti del contrapporsi in fazioni opposte. Di fronte a problemi che potrebbero essere strumentalizzati per costruire consenso agli estremismi, dobbiamo opporre quotidianamente la ricetta dell’antifascismo pacifista, non violento e dialogante, perché queste sono le nostre radici politiche e culturali e questo è lo scenario in cui sedare i prodromi di ogni conflitto.

L’episodio nella civilissima Forlì testimonia purtroppo di come le piazze si siano trasformate in presidi di polizia e luoghi di tensione. Sulla violenza, le forze dell’ordine devono intervenire per mantenere l’ordine pubblico se minacciato e assicurare alla giustizia i responsabili – persone o associazioni che avallano questi metodi-  a norma di legge.  Prendiamo le distanze inoltre dal clima di tensione, che getta benzina sul fuoco di questa violenza latente e ottiene l’effetto contrario: su questo invitiamo ad approfondire la riflessione senza strumentalizzazioni e cercando strumenti diversi che indaghino le cause, favoriscano il dialogo e che rafforzino – e non limitino –  il confronto democratico.

Gli strumenti sinora messi in campo mostrano limiti evidenti e hanno effetti controproducenti: crediamo nelle iniziative culturali che mantengono viva la memoria storica e di nuovo chiediamo, come a settembre in occasione della discussione in consiglio a Cesena su questi temi, l’istituzione di un tavolo di lavoro con le forze dell’ordine, i quartieri, le associazioni e i cittadini per individuare zone sensibili e monitorare gli attuali protocolli di intervento in situazioni critiche, dal punto di vista della sicurezza e dell’ordine pubblico.

 Chi governa le nostre città deve costantemente allontanare politicamente ogni situazione di opposizione diretta “muro contro muro” e mantenere la regia della gestione democratica articolata in più voci, lavorando secondo principi di dialogo e tolleranza.

CSN, 10 dicembre 2017

10 Dic 2017

25/11/17 – LOTTA ALLA VIOLENZA SULLE DONNE E ATTIVAZIONE CODICE ROSA

Il movimento Cesena SìAmo Noi esprime la propria adesione alle iniziative di sensibilizzazione sulla lotta contro la violenza sulle donne: si tratta di una problematica cosi ancora diffusa e quotidianamente dilagante, spesso nascostamente, che ogni iniziativa che porti luce sul problema e su possibili modi di affrontarlo crediamo sia importante.

Per avere un quadro della problematica, a livello locale, basti pensare che i casi relativi a donne vittime di violenza che si sono rivolte al Pronto Soccorso nel corso del 2016 sono stati 340 cioè quasi un caso o una segnalazione al giorno! Questo dato, rilevato manualmente dal personale del Pronto Soccorso che ha passato in rassegna le singole cartelle cliniche è considerato sottostimato a causa della reticenza delle vittime a confessare la violenza subita, emerge grazie ad un incontro sulle donne vittime di violenza che si rivolgono al Pronto Soccorso, richiesto dal Comitato Consultivo Misto.

Questo dato da solo ci fa capire come sia indubbia l’esigenza di un potenziamento degli attuali strumenti di monitoraggio, di ascolto e di intervento nelle situazioni critiche, che vedono molte donne ancora vittime di abusi quotidianamente.

Nel corso degli ultimi mesi abbiamo cercato di approfondire, tramite accesso agli atti, alcuni aspetti di una vicenda complessa che ha al suo centro di solito nuclei familiari in stato di fragilità e che necessitano aiuto.

Nel prossimo consiglio comunale chiederemo chiarimenti, tramite interpellanza alla Giunta, sulle politiche messe in atto all’interno del Comune, Consultorio, Pronto Soccorso, Centro Donna, Polizia di Stato, Carabinieri ecc., al fine di monitorare la situazione relativa alla violenza sulle donne ed elaborare strategie efficaci per affrontare la problematica.

In particolare, chiederemo conto nuovamente (dopo averlo fatto nel 2016) dei sistemi di segnalazione dei casi al Pronto Soccorso per verificare che sia ora possibile la classificazione specifica dei traumi e lesioni gravi connesse a violenza e che queste segnalazioni siano in un database condiviso tra Pronto Soccorso e Centro Donna: tutto questo è passo indispensabile per monitorare la situazione relativa alla violenza sulle donne ed elaborare strategie efficaci per affrontare la problematica.

Inoltre, chiederemo con questa interpellanza che il comune di Cesena si attivi a sviluppare il “Codice Rosa” cioè di adeguarsi alle disposizioni nazionali e regionali per far allestire all’interno del Pronto Soccorso di Cesena una stanza per le donne/bambini vittime di violenza alla quale accedano poi tutti gli specialisti (infermieri, ostetriche, medici, assistenti sociali, psicologi, magistrati, ufficiali di Polizia giudiziaria ecc.) preparati ad accogliere le necessità specifiche.

È notizia recente che la Regione Emilia-Romagna, a partire dal 2018, è destinataria di un finanziamento che verrà impiegato per supportare diverse linee di azione fra cui la formazione biennale del personale che opera nei Pronto Soccorso degli Ospedali, dei 118 e della rete di riferimento (ospedaliera e territoriale sanitaria e sociale) al fine di migliorare le capacità di accoglienza delle donne che subiscono violenza.

Ci sembra opportuno, nella situazione del nostro Pronto Soccorso, non perdere questa occasione per poter intercettare e raggiungere il maggior numero possibile di donne, nel luogo dove purtroppo chi subisce violenza rischia di approdare, come ci conferma anche il dato di Cesena.

Movimento Cesena SìAmo Noi

25 novembre 2017

10 Dic 2017

04/11/17 – CENTRO CINEMA E CINETECA: RAPPORTO SBILANCIATO NELLA NUOVA CONVENZIONE 

Il rinnovo della convenzione con la Cineteca di Bologna è stato presentato giorni fa in incontri pubblici e in commissione consiliare. Come CSN abbiamo evidenziato, sulla base delle informazioni parziali fornite ai consiglieri, criticità, già evidenti nel 2015, che, unici tra le forze politiche, abbiamo segnalato in commissione.

La Cineteca bolognese è partner competente nella conservazione delle pellicole e nella programmazione e con Cesena ha collaborato già in passato, ma dissentiamo nettamente in ordine al rapporto sbilanciato, che si è voluto instaurare tra la Cineteca e il nostro centro cinema. La convenzione con Bologna verrà infatti rinnovata per 4 anni, con un aumento di fondi a 80.000 euro l’anno, dopo quelli per la Malatestiana e il Teatro Bonci, in pratica il maggiore finanziamento in città per un istituto culturale. Quale futuro si profila a lungo termine per il Centro Cinema se continuiamo ad affidarci alla curatela bolognese, senza investire stabilmente nel “nostro”, sia come risorse umane che come valorizzazione dell’esperienza accumulate in più di un trentennio di attività nel territorio?

Sulle attività di riordino e schedatura dell’archivio, svolte in passato dall’ente regionale preposto l’IBC, segnaliamo all’assessorato scarsa chiarezza di compiti e di finanziamenti. La cineteca dovrebbe occuparsi di digitalizzazione e imbustamento dei negativi, ma perché questa attività non può essere svolta a Cesena, potenziando le attività già svolte in passato in Malatestiana sui suoi fondi?

Da tempo infatti chiediamo che la Biblioteca si attrezzi con laboratori suoi per poter svolgere e far svolgere questo tipo di attività, che coniuga fondi storici e nuove tecnologie. Ci appare incomprensibile, prima ancora che illogica e un puro spreco, la scelta di adeguamento del Terzo Lotto della Malatestiana a centro cinema (con una sala di proiezioni) che pure, come noto, ha una sua sede, invece che a funzioni avanzate di biblioteca, laboratori e spazi per ragazzi e bambini.

Vi è poi lo scarso investimento sul personale locale, a cui dipende il futuro dell’archivio, che viene potenziato riguardo ad un solo aspetto, la didattica, che, per quanto vitale, non può divenire l’attività unica. L’ufficio cinema ha attualmente, nell’unica figura rimasta del direttore, un patrimonio di procedure, conoscenze, competenze e relazioni che, se non verrà tramandato nei prossimi anni, si prefigura come una perdita immane che va affrontata subito.

I dati di affluenza a eventi e rassegne degli ultimi due anni vengono presentati per sottolineare il trend positivo, ma il periodo di riferimento è limitato per capire le potenzialità reali e non tiene conto dei forti tagli degli anni precedenti, di cui la responsabilità politica ricade in campo a giunte PD ed alleati. Hanno tolto acqua al cavallo e il cavallo ha rischiato di stramazzare a terra. Ha resistito solo grazie all’abnegazione di chi, nonostante il disinvestimento da parte dei superiori politici e amministrativi, ha lavorato con passione e competenza.

Ci chiediamo perché si sia deciso di investire sull’affidamento esterno, piuttosto che sul potenziamento di un Centro Cinema Città di Cesena 2.0 o anzi 3.0, che torni a radicarsi nel futuro della città. Questa sorta di “esternalizzazione” , che porta ad operazioni come il cambio di nome e marchio di fabbrica per il concorso Cliciak, ci viene presentata come una necessità: per guardare al futuro e al di fuori dei confini locali. Al contrario Lucchi & Co. con questa convenzione esprimono una visione di breve durata, quella della convenzione e della volontà di gestire in esterno le attività del centro, e di corto raggio, senza consapevolezza delle innumerevoli collaborazioni che il centro cinema ha da sempre coltivato e che tradisce il naturale territorio di riferimento, la Romagna. E’ centrale per CSN che, invece di una delega ad altri, si attui un coordinamento con i comuni vicini, Rimini, Forlì, Ravenna, Faenza su questo tema, dove Cesena abbia una sua autonomia e ruolo. Altrimenti Destinazione Turistica Romagna, obiettivo dichiarato di questa amministrazione, rischia di essere solo un lustrino da sbandierare sotto gli occhi dei creduloni.

CSN chiede sia attivato questo percorso operativo con gli altri comuni romagnoli, che i finanziamenti vengano investiti impiegando personale per l’archivio e un referente competente per la programmazione in collaborazione con la cineteca, che si investa in un laboratorio di digitalizzazione in città e si attivi un comitato scientifico di esperti che conosca il centro cinema e collabori alla ideazione e programmazione delle attività. Riguardo alla società civile, ci auguriamo che si possa dar vita ad un’associazione di Amici del San Biagio. Cesena deve mantenere la regia della gestione e della programmazione in relazione ad uno dei patrimoni per cui va giustamente orgogliosa.

Cesena SìAmo Noi, 4 novembre 2017

10 Dic 2017

27/17/17 – ROCCA MALATESTIANA: ULTERIORE PROROGA E MANCATA PROGRAMMAZIONE

Dopo aver deliberato un bando che doveva consegnare la Rocca ad un nuovo gestore per il 1 dicembre 2017 e una seconda, più che tardiva, proroga agli attuali gestori, arriva una determina, protocollata ieri al fotofinish (meno di 1 ora prima dell’inizio della discussione in aula) e fa crollare definitivamente ogni velleità di pianificazione culturale dell’attuale giunta e di questa maggioranza consiliare, che infine tutto avalla, non sollevando analisi critiche.

Ieri in consiglio CSN ha presentato un’interpellanza sulla gestione della Rocca Malatestiana, sia sulla gestione che sulla cancellazione di alcuni eventi dal vivo, su cui poco di più sappiamo tranne che la Rocca è agibile e che l’Amministrazione non ha in programma alcun intervento; saranno gli organizzatori a doversi attivare in tal senso.

Sulla convenzione, per la seconda volta in un anno, la gestione arriva a scadenza – a questo giro si tratta di un vero “ultimo minuto”  senza una visione, tantomeno chiara, del passaggio successivo.

Rivediamo in breve alcune tappe: era già successo a gennaio quando, dopo mesi di incertezza, si comunicò l’intenzione di andare a nuovo bando con un nuovo progetto e un nuovo gestore.  La convenzione con l’attuale gestore, in scadenza il 31 maggio, venne comunque prorogata sino agli inizi di novembre, per evitare di lasciare scoperta la stagione estiva. A febbraio 2017 venne votata la delibera di Giunta che, approvate le nuove linee guida, indica il supporto del comune in 50.000 euro e la data certa in cui dovrà essere fatta la selezione col bando e resa operativa la nuova convenzione: il 1 dicembre 2017.

Passano i mesi e del bando non si ha più notizia, ieri l’assessore Castorri, con asciuttissimo argomentare, ci annuncia ulteriore rinvio, a causa delle complessità da affrontare. Nel frattempo non si premura di verificare gli esiti della gestione attuale e prorogarne in tempo la gestione.

Va segnalato quanta considerazione lo stesso PD abbia dato, in terza Commissione all’aspetto importante di salvaguardia dei posti di lavoro legati alla gestione della Rocca Malatestiana, per poi lasciar passare il tempo senza far nulla di coerente a quanto previsto e opinabile per la città. Ieri in Consiglio abbiamo assistito all’ ultima accelerazione surreale, quando, contestualmente ad una interpellanza di CSN viene protocollata una nuova proroga di altri 10 mesi. Un procedere a scampoli pezzi e bocconi.

Auguriamo buon lavoro all’associazione, la cui attività per la Rocca abbiamo sostenuto, ma indipendentemente dalla considerazione sull’ attuale gestione, il mancato bando dopo mesi e la seconda tardiva proroga sono fuori da ogni contesto di programmazione e un inaccettabile modus operandi.

Se l’associazione non fosse stata disponibile al rinnovo, si sarebbe avuta la chiusura degli spazi da loro gestiti? Che programmazione hanno potuto fare gli attuali gestori a cui solo ieri è stato rinnovato l’impegno, sia come eventi che come impegno lavorativo? Gli istituti culturali si muovono su pianificazione triennale: questa va garantita solo ai partner forti esterni, come nel caso della Cineteca di Bologna che ha appena firmato una convenzione pluriennale?

La rocca è importante per Cesena, sia per i cesenati che quale strumento di promozione turistica. L’amministrazione l’ha messa al centro dei suoi progetti e delle linee di mandato sulla cultura. Se gli obiettivi centrali vengono così clamorosamente mancati , l’impossibilità di attuazione e programmazione in campo culturale è una emergenza ogni giorno più evidente, sotto le apparenti grandi manovre di valorizzazione.

Cesena SìAmo Noi, 27 ottobre 2017

10 Dic 2017

29/09/17 – UN’OCCASIONE PERSA

CSN EMendamento ODG Democraticità

Ieri in consiglio comunale si è discusso un ordine del giorno presentato dalla giunta atto a limitare la concessione di spazi pubblici a movimenti che si richiamino al fascismo o altri movimenti antidemocratici, attraverso la compilazione di una dichiarazione obbligatoria da parte del richiedente.

Come da nostra carta dei valori condividiamo l’antifascismo e proprio per questo crediamo che abbiano il diritto di chiedere la piazza tutti coloro che hanno uno statuto e finalità previste dalla costituzione, per quanto con valori difformi dai nostri. Il fascismo non si combatte con la burocrazia (così come si trattasse di abusivismo edilizio o lavoro nero) ma agendo sul campo, risolvendo il problema degli emarginati, delle paure delle persone, dando risposte non ideologiche e cercando quindi di non lasciare spazi liberi a questa manciata di persone che evidentemente rispondono ad un vuoto lasciato da altri.

lo abbiamo spiegato negli emendamenti da noi presentati /vedi link sopra) per modificare il testo di una proposta che necessitava di modifiche e di una concertazione maggiore tra i gruppi, che invece non è stata cercata dai proponenti.

In aula infatti è arrivato un testo votato dalla Giunta, presentato dai soli gruppi di maggioranza e preannunciato da comunicati stampa e lettere del Sindaco dall’effetto divisivo e provocatorio, come dimostrava il clima teso ieri nell’aula.
Nonostante ciò tutti i gruppi consiliari hanno partecipato ad un confronto civile di 3 ore.

Col primo (accolto e che farà parte del testo poi approvato) abbiamo proposto di legare le iniziative culturali di sensibilizzazione alla memoria locale individuando contesti di intervento sensibili, di disagio o criticità sociali dove fare sentire la vicinanza delle istituzioni per non lasciare quel vuoto che è facile terreno per gli estremismi.

Col secondo chiedevamo invece di avere un tavolo di lavoro con le forze di polizia del territorio al fine di monitorare, stabilire dei protocolli di intervento e individuare situazioni a rischio, ma purtroppo il nostro emendamento è stato bocciato.

Ci siamo tenuti fuori dal teatrino del modulo d’autorizzazione preventiva (giuridicamente non legittimo, perchè ogni movimento formalmente costituito se esiste ed è legale ha uno statuto conforme ai principi democratici) che non solo non fermerà nessuno, ma darà anche un comodo alibi a chi vorrà credere di aver fatto qualcosa, rafforzando ulteriormente movimenti che potranno eventualmente ergersi a vittime di discriminazione e restrizioni consolidando la loro vicinanza sul territorio.

Crediamo sia tempo di finirla con la burocrazia e con la strumentalizzazione ideologica di questioni delicate che corrisponde ad una sottovalutazione della reale portata degli estremismi e dell’antidemocraticità che si diffonde ogni giorno in modi anche più latenti

29 settembre 2017 CSN

10 Dic 2017

01/09/17 – CESENA SONO I CITTADINI – CICLABILE VIA EMILIA

In questi giorni c’è stato un importante riconoscimento per il grande lavoro di sensibilizzazione svolto dal comitato via Emilia Ponente Sicura: la promessa da parte del sindaco e dell’assessore ai lavori pubblici di mettere a bilancio per il 2018 la cifra necessaria per la realizzazione della pista ciclabile dalla rotonda del Famila fino al cimitero di Diegaro, con conseguente messa in sicurezza della Via Emilia in entrata da Forlì.

Si tratta di un impegno che gli abitanti di Diegaro attendevano e chiedevano da anni e di un atto dovuto, in considerazione dei tanti incidenti avvenuti nel tempo, molti dei quali mortali, nonchè di una progettazione urbanistica che ha fatto crescere e consolidare la frazione.

I comitati nati in questi anni su problemi reali degli abitanti hanno avuto un notevole peso a livello cittadino (basti pensare al comitato Lupa, al comitato Centro Anch’io, al comitato Zuccherivivo)  e si configurano come i nuovi luoghi  del fare politica attiva dal  basso alimentata dai cittadini stessi. Incarnano, canalizzano e danno voce in forma democratica ai desideri e ai punti di vista delle persone, cosa che la politica dei partiti tradizionali ha smesso di fare da tempo con il fine di preservare il potere acquisito.

Cesena Siamo Noi si identifica, incoraggia e sostiene questo modo democratico basato sul fare politica partecipativa dal basso coinvolgendo i cittadini in un’ottica di trasparenza, dialogo e conoscenza. 

Siamo orgogliosi e felici che due tra i più impegnati promotori del comitato via Emilia Sicura, la presidente Emanuela Triolo e l’architetto Denis Parise, siano anche attivisti della nostra lista civica e che riescano a trasmettere sul territorio i valori che contraddistinguono il nostro gruppo rappresentato in consiglio comunale da Vania Santi.

L’impegno di Cesena Siamo Noi per il futuro sarà quello di sostenere la causa del comitato via Emilia Ponente Sicura e di sensibilizzare le forze politiche presenti in consiglio comunale affinché quanto promesso dall’amministrazione venga messo in opera, come ipotizzato, già dal prossimo anno.

Cesena Siamo Noi, 1 settembre 2017

10 Dic 2017

31/08/17 BIBLIOTECA MALATESTIANA: DIREZIONE, PROGETTO E SERVIZI CULTURALI

Da qualche tempo in città si è rianimato il confronto su alcuni punti critici irrisolti per gli istituti culturali cittadini. Su questi temi CSN è sempre stata molto attiva sia negli incontri pubblici che in consiglio comunale, in occasione della delibera generale sulla cultura 2014 o della convenzione con la Cineteca del 2015, svolgendo, spesso in solitaria in consiglio, una intensa attività di critica e proposta. A oggi, ribadiamo la necessità primaria di applicare, ai servizi culturali, criteri di progettazione e valutazione dei risultati propri del settore, che si richiamino a standard nazionali e internazionali. Questo aiuterebbe realmente ad uscire dall’autoreferenzialità di cui spesso l’assessore Castorri ha parlato.

 Nel caso della Biblioteca Malatestiana, a tre anni dalla inaugurazione e in vista della realizzazione del terzo lotto, che stravolgerà di nuovo anche la Biblioteca Ragazzi A. Bettini, i cittadini dovrebbero essere informati del progetto  complessivo sia come layout – mappa delle funzioni e delle collezioni- che come tempi di gestione delle operazioni, per uscire dalla sensazione che si navighi a vista senza un progetto culturale e un cronoprogramma condiviso coi cittadini. Ancora non è disponibile, ad esempio, la Carta del Servizi, sorta di “contratto” tra biblioteca e utenti, dove vengono illustrati i servizi forniti e gli standard di qualità con cui ci si impegna a fornirli (http://www.classense.ra.it/workO/pb/pb-192-file-CartaServizi.pdf).

Questo dovrebbe rientrare tra gli obiettivi dii un direttore, accanto alla definizione delle strategie generali della biblioteca, alla redazione della carta delle collezioni e del piano di acquisizioni ed altro.  Il dirigente del settore Cultura, in carica anche della Malatestiana (la dottoressa Bovero), coadiuvata per la parte Antica e Moderna dai referenti per sezione, si occupa dell’intero settore culturale del Comune di Cesena con ammirevole versatilità e ubiquità, ma il suo contratto a termine è legato al mandato del sindaco Lucchi; seguendo anche Turismo e Musei, non si occupa a tempo pieno della Malatestiana (che ha anche un referente specifico per la parte Antica ed uno per la parte Moderna). Questo la dice lunga sulla scarsità degli investimenti, sia finanziari che di risorse umane, della Giunta Cesenate per la cultura e conferma quanto temuto nel 2014, ovvero che l’unificazione di Malatestiana, turismo, musei, cinema sotto un unico ombrello, per quanto prestigioso, sarebbe andato a discapito dei singoli settori e della biblioteca in primis.

31 agosto 2017,  Movimento Cesena SìAmo Noi

10 Dic 2017

24/07/17 – QUARTIERI E PARTECIPAZIONE, LIMITI DEL NUOVO SISTEMA E REPLICA AL PD

Per “CesenaSiamoNoi” è necessario intervenire decisamente in merito alle dichiarazioni del capogruppo PD Davide Ceccaroni sulla scelta fatta da alcuni gruppi di rimanere fuori dalle nomine dei consigli di quartiere. Dal 2015 il nuovo regolamento dei quartieri, voluto dall’ Amministrazione,  non prevede più la scelta tramite elezione diretta tra i cittadini del quartiere ed i loro candidati, ma la nomina da parte dei gruppi consiliari da una lista di autocandidature, con numero di posti assegnato in base ai risultati delle elezioni amministrative.  Il nuovo regolamento è stato votato favorevolmente sia dal PD che da Libera Cesena, che pure in seguito ha sollevato molti dubbi sulla sua reale efficacia.

Il nuovo regolamento priva di fatto i consiglieri di quartiere del loro mandato popolare, legandoli ad uno specifico gruppo consiliare e riducendo la loro autonomia e priva il cittadino della possibilità di scegliere i propri rappresentanti territoriali. Nei fatti il sistema delle autocandidature ha trovato un riscontro debolissimo e insufficiente: sono arrivate in tutto 250 autocandidature, di cui solo 80 corredate da un curriculum, per 12 quartieri, insufficienti a coprire l’organico dei Consigli e la necessaria riserva prevista e senza chiari criteri di scelta per i consiglieri.

Il Pd ha mascherato questa modifica del regolamento come necessaria, dovuta a Leggi e spending review, ma questo non trova conferma nelle realtà a noi vicine più piccole in cui, le cui amministrazioni hanno saputo trovare sistemi efficaci per mantenere il necessario sistema elettivo dal basso per i consigli di quartiere, senza gravare sulle casse pubbliche.  Si è trattato di una modifica che non poteva essere avallata da una lista civica come  “CesenaSiamoNoi”, che ha la partecipazione dal basso come  principio fondante e obiettivo di molte iniziative concrete. Questo ha portato alla difficile, ma inevitabile decisione di non nominare i consiglieri di quartiere a cui avremmo avuto diritto.

A due anni dallavvio e nonostante limpegno personale dei consiglieri di quartiere, il sistema rivela tutti i propri limiti: emergono in una mozione, cui hanno lavorato gli stessi consigli di quartiere e in cui si chiede, di fatto, sia un maggior ascolto da parte dell’Amministrazione stessa, che spesso preferisce il ricorso a strumenti non regolati né trasparenti come Carta Bianca, senza alcun coordinamento con i consigli di quartiere, sia l’esigenza di un miglioramento del sistema relazionale con i cittadini, che continuano a rivolgersi poco ai quartieri.

I cittadini certamente non vengono coinvolti da un sistema che non hanno scelto, che riceve validazione unicamente da gruppi politici e che spesso è l’amministrazione stessa a delegittimare. Emblematico è il caso Borello, in cui la mancata risposta alle richieste di chiarimenti del Quartiere sulle voci di apertura del centro di accoglienza ha favorito l’aggravarsi di una questione delicata e sminuito il ruolo del Quartiere.

La mozione non osa chiedere una revisione del sistema di nomina attuale ed è stata presentata in Consiglio senza essere approfondita in commissione da tutti i gruppi consiliari, forse temendo ulteriori approfondimenti delle criticità, salvo poi attaccare strumentalmente sui giornali chi è critico nei confronti di questo sistema.

“CesenaSiamoNoi” continua ad essere favorevole al ripristino del precedente sistema elettivo per far partire una valorizzazione necessaria delle funzioni del quartiere: la partecipazione si riattiva a partire dai cittadini, in maniera trasparente e libera da qualsiasi opportunità partitica e manipolazione.

Movimento Cesena SìAmo Noi

24 luglio 2017

 

10 Dic 2017