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Vicenda “I Gessi”: un pasticcio ereditato e mal gestito

Nel 2001 il Comune di Cesena bandisce una gara pubblica, vinta dalla società “Al Monte” col progetto di un ristorante (“I Gessi”) e la realizzazione di una veranda per la sala da pranzo.

Nel 2009 si scopre la mancanza del certificato di agibilità definitiva richiesto al Comune e la scadenza dell’autorizzazione temporanea per la veranda, di cui il Comune obbliga la demolizione, effettuata dalla stessa società, che si trova costretta a chiudere e nel 2012 fa ricorso al TAR, chiedendo la nullità del contratto e il risarcimento danni.
Nel 2013 il Tribunale di Forlì definisce nullo il contratto di concessione, violate le norme urbanistiche e condanna l’amministrazione al risarcimento danni per essere “venuta meno all’obbligo di comportarsi secondo buona fede”.
In questi giorni, nonostante i vari ricorsi presentati dal comune, la Corte di Cassazione ha stabilito che il Comune di Cesena dovrà pagare.

Tanti sono gli aspetti da chiarire, perciò in occasione del prossimo consiglio comunale presenteremo un’interpellanza rivolta direttamente al sindaco Paolo Lucchi.
In particolare la Giunta deve esplicitare alla città contro quali persone fisiche intende rivalersi legalmente e con quali motivazioni e perchè non l abbia fatto già prima evitando così alla cittadinanza pagante l’attesa di altri anni per la definizione di questo ulteriore contenzioso legale, quanti sono stati i tentativi di conciliazione tra le parti e quali sono state le proposte di conciliazione che i gestori hanno definito in una recente intervista a mezzo stampa come “assurde e inaccettabili”.
In conclusione, ad oggi il Comune di Cesena si trova a dover far fonte ad un importo milionario (la richiesta supera i 4 milioni di euro e verrà definita entro Ottobre) che graverà sulle casse comunali, oltre ad un immobile di proprietà comunale in disuso da anni e in grave stato di degrado.
Speriamo che il sindaco fornisca gli elementi necessari per chiarire ulteriormente le responsabilità di una vicenda che ad oggi rischia di compromettere gravemente le casse comunali e la credibilità della Giunta che le amministra.

21 Lug 2017

DOPO LA PIAZZA: CONCRETEZZA, COERENZA E DIALOGO SUL TEMA DELL’INTEGRAZIONE.

All’indomani della manifestazione dell’11 febbraio, ci sembra importante richiamare l’Amministrazione sul tema dell’integrazione, chiedendo un impegno fattivo e concreto nel segno dei valori per cui ci si è trovati in piazza, perché alle parole seguano azioni concrete e coerenti. Non sono in discussione valori non negoziabili, ma l’efficacia degli strumenti messi in campo ogni giorno per attuarli.

Vogliamo evitare che la Piazza possa essere utilizzata per autoassolversi e portare il nostro punto di vista critico su due contesti che abbiamo seguito da vicino, nell’ultimo anno: il caso dei Rom all’Ex Zuccherificio ed i recenti fatti di Borello. Su questi dobbiamo denunciare un’assenza e un mancato dialogo, che non hanno aiutato la soluzione o mitigazione dei problemi, ma alimentato situazioni incancrenite, gestite dai soli cittadini o conflittuali. Situazioni di tensioni e chiusura si sono create e si potranno creare ancora: ecco perché è necessaria una gestione che metta in campo una pianificazione adeguata, massima trasparenza e mediazione culturale.

La nostra adesione alla manifestazione è stata motivata dalla condanna ad ogni atto di discriminazione e sopraffazione in nome di una società civile, che desideriamo, per la nostra Carta dei Valori, “appassionata, laica, civica, democratica ed antifascista”.  Ribadiamo la nostra attenzione a evitare strumentalizzazioni e ipocrisie su questi temi, centrali per una società che voglia dirsi civile. Ci sembra necessario manifestare ogni giorno, oltre la piazza, con azioni e politiche trasparenti, la nostra ferma volontà a costruire una comunità aperta e inclusiva, dove vengano favorite la conoscenza e il rispetto dei nostri vicini, portatori di istanze, specialmente nelle fasce potenzialmente ai margini: discriminati, disoccupati, immigrati, migranti, nomadi rom e sinti, senza tetto, poveri.

 Supportiamo la richiesta di trasparenza sullo svolgimento dei fatti di domenica e condanniamo ogni manifestazione che si ponga come intimidazione. Condanniamo gli atti vandalici anonimi contro i volontari del centro accoglienza avvenuti a Cesena, ancora da chiarire, e chiediamo l’inizio di un dialogo fattivo, senza strumentalizzazioni, con i cittadini, nei contesti dove vi siano tensioni non risolte.

 La petizione scritta solo dal PD e non condivisa, parla non solo di diritti non negoziabili, ma, facendosi quasi scudo con quelli, si spinge a paragonare le azioni di Forza Nuova e quelle di una comunità e comitato di cittadini di Borello. Si tratta di una forzatura strumentale, che siamo in tanti a non approvare, anche tra coloro che hanno aderito alla manifestazione. La condivisione implica la conoscenza reciproca e la rinuncia ad una parte dei propri punti di vista, talvolta pregiudizi, per arrivare ad un risultato più rappresentativo e ampio:  condivisione e dialogo, in particolare su questi temi, che coinvolgono la comunità in maniera trasversale, come dimostrato dalla stessa manifestazione, sono necessita urgenti in città.

 13 febbraio 2017, Movimento Cesena SíAmo Noi

 www.cesenasiamonoi.it

 

 

13 Feb 2017

Amministrazione a giorni alterni – Mercato Immobiliare e Area Novello – Ex Mercato Ortofrutticolo

Cesena - Perimetro Urbano & Area interessata Progetto Eco-Novello.

Cesena – Perimetro Urbano & Area interessata Progetto Eco-Novello.

Nei giorni scorsi, l’Amministrazione cesenate ha deciso di negare la trasformazione dell’area in località Case Frini (che si colloca ad est dell’area Montefiore) con apposito Accordo di Programma in variante al PRG vigente, che prevede la realizzazione di un intervento misto residenziale e due strutture commerciali non alimentari da 2500 mq e la cessione al Comune di 10 alloggi di edilizia residenziale sociale per mq. 750. Le motivazioni del diniego, utilizzate dall’  Amministrazione sembrano poco coerenti con scelte già intraprese.

Tra le motivazioni del rigetto si legge che “… il perdurare della crisi immobiliare, sia nel settore delle costruzioni residenziali che produttive/commerciali, pone molti dubbi sull’effettiva capacità del mercato di assorbire ulteriori quote di nuove costruzioni e nuove quote di superfici commerciali;”.

Ci si chiede perché negare questo accordo di programma (che prevede la cessione al Comune di 10 appartamenti) sulla base di queste giuste considerazioni, mentre il grande quartiere Novello, che prevede ben oltre 300 alloggi in social housing di fronte al comparto Europa è stato difeso a spada tratta dal PD, anche sul presupposto della capacità del mercato immobiliare di assorbire i nuovi appartamenti, con la contrarietà di tutte le opposizioni, nonostante non sia stato chiarito il reale costo al mq calpestabile degli alloggi, nonostante il trend demografico sia stazionario se non in decrescita e nonostante ci sia un patrimonio di case sfitte che supera le 3000 unità.

In breve, la lettura del mercato immobiliare ci sembra funzionare a senso alterno e cambiare a seconda del richiedente.

E poco importa se gli affitti previsti nel grande quartiere Novello non saranno accessibili alla domanda di case che proviene principalmente da famiglie al di sotto della fascia media.  Domande e considerazioni a cui l’Amministrazione ha sempre risposto in maniera superficiale, evasiva e poco argomentata, lasciando molte perplessità e zone grigie (come la non meglio identificata “fascia grigia”, termine usato dall’Amministrazione per definire in modo generico i destinatari dell’operazione immobiliare Novello).

Sorge spontanea una domanda: ma se l’Amministrazione ha molti dubbi, in virtù del perdurare delle crisi immobiliare, sull’effettiva capacità del mercato di assorbire ulteriori quote di nuove costruzioni, questi dubbi non dovrebbero esserci anche per la grande opera Novello ? Non sarebbe inoltre opportuno che l’Amministrazione, come più volte sottolineato e proposto da Cesena Siamo Noi e da tutta l’opposizione, si fermi con questo progetto prima che sia troppo tardi?

Se il mercato è saturo, come andiamo dicendo da tempo, e la stessa Amministrazione lo dichiara, qual è l’interesse della città nel procedere alla realizzazione di questa spropositata operazione immobiliare? Sembra proprio che alla forza delle idee si sostituisca quella del vento, che fa cambiare direzione della bandiera a seconda della direzione da cui proviene!

08 febbraio 2017, Cesena  – Movimento Cesena SìAmo Noi

Info.cesenasiamonoi@gmail.com – www.cesenasiamonoi.it

08 Feb 2017

AREA EX ZUCCHERIFICIO. TENTATIVO DI UNA POLITICA INTEGRATA. RIGENERAZIONE E INCLUSIONE SOCIALE. DUE MOZIONI DI CSN

 

Consiglio Comunale 28 aprile 2016.

Il movimento Cesena Siamo Noi attraverso il proprio Consigliere, Vittorio Valletta, presenterà questo giovedì 28 aprile in Consiglio Comunale due mozioni che riguardano l’area dell’Ex Zuccherificio:  una sul tema dell’inclusione sociale Rom e Sinti, in relazione ad una situazione di degrado che persiste da quasi dieci anni e una e sul tema centrale della rigenerazione partecipata e del coinvolgimento civico.Entrambe riguardano l’area Ex-Zuccherificio e sono il frutto di un percorso di analisi e partecipazione del movimento insieme ai cittadini i quali, in seguito ad esso, hanno deciso di formare un comitato (“ZuccheriVivo”) che inizierà un suo autonomo percorso. Due aspetti dell’area, degrado sociale e riqualificazione, che il Movimento Cesena SìAmo ha deciso di portare avanti insieme, convinto che senza affrontare l’uno non si agisca sull’altro e che senza politiche integrate non vi possano essere risultati efficaci.

La mozione sull’inclusione sociale Rom intende chiedere un impegno riguardo alla situazione di grave degrado e di esclusione sociale relativa ad alcuni rom che, da un decennio, stanno dormendo nell’area tra ponte Europa e ex Zuccherificio.  La mozione chiede l’utilizzo degli strumenti messi in campo dalla Giunta Regionale, attraverso prima la legge regionale del luglio 2015. La legge regionale si muove secondo le direttive europee che hanno già ampiamente superato la logica dei campi rom (rilvelatisi strumenti ghettizzanti e generatori di ulteriori problemi) e cercano invece un approccio che si basa su quattro assi prioritari (abitare, salute, educazione/istruzione e formazione/lavoro) nella direzione di risolvere situazioni di forte degrado, insicurezza e tensione sociale. Gli insediamenti di persone appartenenti alle comunità Rom e Sinti a Cesena riguardano ancora poche persone, ma la situazione  persiste senza soluzione da dieci anni, quindi va affrontata prima che rischi di dilagare, come ci fa temere la congiuntura internazionale.

In riferimento al tema della tensione sociale riteniamo che lasciare in stato di degrado famiglie rom, già vittime di pregiudizio per la loro provenienza etnica, non faccia altro che esacerbare la marginalità. Con scadenza il 9 maggio, la giunta regionale PD ha inoltre messo in campo un milione di euro con un finanziamento a copertura dell’80% delle spese sostenute, che riguarda non solo la transazione abitativa dei rom ma anche tutta una serie di servizi estremamente importanti per la convivenza con i cittadini cesenati stessi (azioni di accompagnamento, sostegno all’autonomia, alla salute e di mediazione sociale dei conflitti). Chiediamo all’amministrazione di utilizzare gli strumenti messi a disposizione dalla giunta per predisporre una politica integrata a supporto di una situazione di emergenza che non può più essere passata sotto silenzio.
Va dato atto che, da anni i residenti ed esercenti dell’area ex-Zuccherificio hanno da soli supportato le conseguenze di un utilizzo non consono di luoghi, con l’intervento di forze dell’ordine, operatori di strada ma senza una politica integrata di cui si sarebbero dovuti necessariamente far carico i servizi sociali. che si troveranno ora a dover gestire una situazione incancrenita da anni. Una situazione, tra l’altro, potenzialmente conflittuale e che in realtà, indipendentemente dai singoli atteggiamenti di intolleranza o aiuto, non ha dato mai vita a conflitti aperti. L’attenzione sul tema è stato il motivo catalizzatore di un percorso di coinvolgimento dei residenti ed esercenti, che hanno seguito con dibattito civile la questione rom allargandosi in seguito alla questione della rigenerazione della zona, che si è concentrata su diversi aspetti da rigenerare, partendo dal verde, dall’illuminazione fino dall’utilizzo degli spazi pubblici.

Da questo percorso è nato il comitato “ZuccheriVivo” che il Movimento Cesena Siamo Noi ha voluto supportare attraverso queste mozioni e che d’ora in avanti si muoverà in forma autonoma e indipendente dalla lista civica. La mozione vuole segnalare questo percorso all’amministrazione e chiedere che i prossimi passi sull’area siano frutto di una partecipazione con i cittadini, che per primi conoscono e animano la zona, nonostante le problematiche con un forte senso civico.  Tale comitato è stato occasione di strutturarsi per una comunità di cittadini con forte motivazione e partecipazione: elementi che sempre più ci sembrano da valorizzare perché in drastico calo.

Le mozioni sono state portate avanti insieme, perché non è possibile dare attenzione ad uno solo dei due aspetti e senza partecipazione dal basso, come invece è stato fatto sinora dall’amministrazione. Chiediamo di dare un forte segno in senso opposto.
Consapevoli che il dibattito sia stato delicato e ringraziando i molti (cittadini, residenti, esercenti, consiglieri di quartiere e comunali, forze politiche, comitati e associazioni) che  hanno condiviso questo percorso, ci auguriamo che siano a presenziare al consiglio sia il gruppo Rom sia il Comitato, per seguire le mozioni che li riguardano da vicino e che l’amministrazione colga l’invito ad occuparsene con apertura.

Movimento Cesena SìAmo noi
www.cesenasiamonoi.it – info@cesenasiamonoi.it

27 aprile 2016

28 Apr 2016

Mart 19 Aprile. 20.30 Incontro pubblico Ex Zuccherificio. Comitato e riqualificazione

Volantino Serata

Volantino Serata

Si terra martedi 19 aprile alle 20.30 presso la Caffetteria Latte Divino (dietro Ipercoop, Area ExZuccherificio), il terzo incontro pubblico promosso dai residenti dell’area Ex Zuccherificio e Cesena SìAmo Noi sul tema di una riqualificazione partecipata del quartiere.

Residenti ed esercenti stanno lavorando all’idea di far nascere un comitato autonomo per dialogare con Amministrazione, Università, Carisp e tutti coloro che hanno interessi nell’area, per definire insieme uno sviluppo che tenga conto della voce di chi vive ed opera da tempo nella zona.

All’ordine del giorno ci sarà la costituzione del comitato, i futuri sviluppi dell’area come quello importante e imponente dello studentato, presentato nel febbraio 2015 a consigliere comunali ma non ai residenti e in vista del cospicuo contributo che l’Amministrazione a mezzo stampa ha dichiarato di voler investire per la riqualificazione di Corte Zavattini.

 L’attenzione mediatica che si è riusciti a sollevare intorno alla questione dopo l’inchiesta di CSN sulla questione dei senza dimora che da anni vivono nella zona è vista come un’occasione per smuovere le cose finalmente, ma l’accelerazione sulle soluzioni per tutti i residenti non può prescindere da partecipazione e trasparenza. 

Gli incontri precedenti sono stati occasione per parlare dell’utilizzo degli spazi pubblici, della manutenzione del verde e dell’ illuminazione notturna: è emersa forte l’esigenza di ripensare insieme il quartiere, che doveva essere il fiore all’occhiello della città. Soprattutto sono stati occasione di un confronto civile e appassionato su temi anche delicati e complessi come la questione Rom e la mozione, presentata in assemblea e poi inoltrata all’amministrazione, per usufruire del bando per l’integrazione sociale della regione: il confronto ha rivelato una comunità di cittadini con forte motivazione e partecipazione,  elementi che sempre più ci sembrano da valorizzare perchè in drastico calo, come i risultati alle ultime votazioni regionali e referendarie. 

L’invito è a partecipare. 

Movimento Cesena SìAmoi Noi

www.cesenasiamonoi.it – info.cesenasiamonoi@gmail.com 

18 aprile 2016, Cesena 

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18 Apr 2016

Ex Zuccherificio/Senza Fissa Dimora. Comunicato integrale. “SERVIZI SOCIALI, INCLUSIONE E RIQUALIFICAZIONE URBANA”

 

 

SERVIZI SOCIALI, INCLUSIONE E RIQUALIFICAZIONE URBANA

La riqualificazione urbanistica e sociale è un tema di cui il Movimento Cesena SìAmo Noi si è occupato di recente, con l’analisi sulla qualità dei servizi sociali e delle risposte dell’Amministrazione ai bisogni primari, tra cui quello dell’abitare, anche nei progetti urbanistici futuri, come il progetto “social housing” Novello. Abbiamo preso a confronto l’ultima area “riqualificata” dalle precedenti Amministrazioni, la zona Ex-Zuccherificio, sottolineando ciò che è sotto gli occhi di tutti: il precario stato di conservazione degli edifici e degli spazi pubblici, difficile da comprendere in un’area così recente, e l’alto numero di locali commerciali sfitti da anni.

In questa analisi, abbiamo incontrato il percorso di una cittadina, relativo ad una delle situazioni di disagio e marginalità sociale che caratterizzano l’area da diversi anni. Dopo un lungo dibattito interno, per la delicatezza e complessità del tema, abbiamo deciso di dar voce e approfondire quella che non è una sporadica segnalazione dei residenti, ma un percorso di mesi di mediazione con chi vive ai margini. Dopo aver stazionato sotto il ponte Europa, una ventina di senza fissa dimora trovano da anni ricovero notturno in diverse zone dell’ex Zuccherificio: nel porticato adiancente all’uscita di sicurezza dell’AUSL, alcuni giovani dal comportamento non violento, si adoperano a non creare molestie e tenere lo spazio da loro occupato relativamente pulito, se non altro per non perdere quell’unico, seppur precario rifugio. In altri punti più degradati e sporchi del parcheggio Macchiavelli, dormono ogni notte alcuni anziani malati. Da anni, quindi, questa zona è frutto di una convivenza vissuta con legittimo disagio, incertezza e frustrazione, da chi affronta quotidianamente la condizione di degrado sulla soglia di casa o della propria attività.

Negli anni vi sono state segnalazioni ai giornali, fatte da esponenti politici, cadute nel vuoto. I residenti hanno promosso incontri e azioni di coinvolgimento dell’Amministrazione Comunale, incontrata pure dai senza fissa dimora, senza ottenere nulla di utile. Il percorso degli ultimi mesi ha visto negoziazioni dirette, sollecitazioni ai Servizi Sociali del Comune di Cesena, attraverso l’Unità di Strada, forze dell’ordine e vigili urbani che hanno provveduto ad intensificare i loro controlli e, di nuovo, all’Amministrazione Comunale, senza alcun miglioramento, anche se gli operatori incaricati si sono impegnati nell’approcciare le persone segnalate e nel capirne i bisogni.Per i senza fissa dimora, la maggior parte di nazionalità rumena, appartenenti all’etnia Rom e Sinti, si tratta di una condizione che non si può ascrivere totalmente nella categoria delle “diversità culturali”, piuttosto a quelle di estrema esclusione abitativa, in contrasto con i requisiti connessi alla tutela della dignità della persona, quali igiene, salubrità, sicurezza, accessibilità e integrazione specie se in presenza di minori o anziani, a prescindere o meno dalla residenza.

E’ così complesso e senza soluzioni il problema di una ventina di senza fissa dimora a Cesena? Il numero esiguo e la percezione negativa che circonda i Rom non solo non legittimano il silenzio, ma spingono a chiedersi quale sia l’efficacia degli strumenti messi in campo in città. Si scopre che le situazioni di marginalità non riguardano solo questa situazione specifica, ma si estendono anche ad altre problematiche (dovute ad alcolismo, indigenza, povertà, sfratti in aumento, tossicodipendenza) e anche ad altre aree nevralgiche della città, come la stazione, con altre situazioni di marginalità.

Quello che emerge in questa, come in altre situazioni di tipo assistenziale, è che si “naviga a vista”, affrontando le emergenze e le situazioni di emarginazione e disagio sociale, senza coordinamento e progettazione condivisa tra tutti gli attori interessati e con soluzioni, come il dormitorio di venti posti per i senza fissa dimora, insufficienti. E mentre i carichi degli operatori si fanno di giorno in giorno sempre meno sostenibili, appare chiara l’insufficienza delle scelte in campo sociale, messe per anni ai margini dell’agenda politica locale, adagiata sugli allori del passato. Quando queste emergono perché alcuni residenti si fanno sentire, molto vaga è la posizione dell’Assessorato alle Politiche Sociali, la cui risposta più recente alle sollecitazioni riguardanti il caso dell’Ex-Zuccherificio è stata la promessa di mettere in cantiere un incontro fra i diversi settori interessati, per definire un nuovo progetto di intervento che, a distanza di mesi, anni, suona come espressione dilazionatoria che nasconde un vuoto di progettualità.

Dal 2009 ad oggi le risposte messe in campo nel caso specifico sono state la rimozione del problema, con lo sgombero forzoso e inefficace (la comunità è tuttora insediata nell’area) oppure il trincerarsi dietro un passivo rispetto della diversità culturale della comunità Rom, che, di conseguenza, precluderebbe l’accettazione di qualsiasi soluzione abitativa. Se queste fossero le uniche soluzioni in campo, ci sarebbe veramente da allarmarsi circa il livello di competenza, capacità progettuale e sistema valoriale dei vertici del nostro sistema socio­assistenziale.

Le risposte “politicamente corrette” da parte dell’Amministrazione Comunale, non sembrano tener conto delle indicazioni che provengono dalla Regione e dalla Comunità Europea, che sottolineano come la comunità Rom non sia esente da evoluzioni e come molti, potendo scegliere, preferiscano integrarsi piuttosto che vivere in una società parallela. Specificatamente la Regione invita a non fare della dimensione culturale “un elemento che legittima un mancato intervento da parte di chi deve intervenire” ed evidenzia la necessità di politiche integrate, che vedono l’adozione di precise scelte abitative come una delle strategie di integrazione, accanto a occupazione, istruzione e salute. Se la normativa nazionale appare lacunosa e spesso contraddittoria, proprio per questo è richiesto alle amministrazioni locali di svolgere funzione di coordinamento tra i Servizi pubblici e realtà associative e volontaristiche, il cui contributo fondamentale non può sostituire un sistema organizzato e programmato che funga da cabina di regia, senza delegare i propri compiti.

La sfida che cerchiamo di raccogliere è quella di parlare di un tema senza appiattire il dibattito in posizioni estreme di rifiuto o di accettazione passiva dell’esistente, sostenendo i cittadini della zona ex-zuccherificio che da anni stanno tentando di stabilire una relazione che porti ad una soluzione, con le istituzioni e con i senza fissa dimora, che dal canto loro hanno esplicitato da tempo la richiesta di una sistemazione per la propria famiglia, anche con membri anziani, un’area di sosta monofamiliare, soluzione abitativa che i protocolli riconoscono come molto diffusa, in alternativa alle case.

Riteniamo che questa relazione di mediazione necessiti di un sostegno da parte dell’Amministrazione, che deve coordinare mediatori dedicati e associazioni, SFD e residenti, per arrivare a soluzioni condivise ed efficaci e favorire quella naturale tendenza a sentirsi ognuno protagonista del proprio quotidiano nel rispetto dell’altro. Sulla vicenda iInviamo alcune foto che, garantendo la privacy, costringono tutti noi a ripensare Cesena, come la città dove non ci sono certe situazioni, perché siamo inclusivi e felici.

Nello specifico Il Movimento Cesena SìAmo Noi seguirà la vicenda e chiede che l’assessorato affronti il problema, anche utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalle Istituzione regionali. Tra questi, ad esempio, il recente bando regionale che mette a disposizione fondi per Comuni e Unioni, in attuazione della Legge Regionale 11 del Luglio 2015 sull’inclusione sociale di Rom e Sinti. Tale strumento prevede la promozione di soluzioni insediative innovative di interesse pubblico, quali le microaree familiari, e di processi di transizione alle forme abitative convenzionali, con iniziative anche di autocostruzione e auto recupero, finalizzati all’autonomia, emancipazione e integrazione sociale. Fondi che andranno, nelle parole di Elisabetta Gualmini, vicepresidente e assessore al Welfare e alle Politiche abitative Regionale, “ai Comuni più pronti a percorsi di reale cambiamento”. Ci auguriamo che Cesena sia tra questi.

Movimento Cesena SìAmo Noi

www.cesenasiamonoi.it

Cesena, 10 marzo 2016

Ex Zuccherificio - Marginalità - Senza Fissa Dimora

Ex Zuccherificio – Marginalità – Senza Fissa Dimora

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11 Mar 2016

Interviste Cesena Today

Elezioni, le interviste di CesenaToday, Valletta: “La nostra opera pubblica? Sarà la bellezza”

Elezioni, le interviste di CesenaToday, Valletta: “La nostra opera pubblica? Sarà la bellezza”

Domenica 25 maggio i cesenati si recheranno alle urne per scegliere il nuovo sindaco. Ben 8 sono i candidati a sindaco che si fronteggiano e che propongono le loro diverse ricette per la città. (altro…)

22 Mag 2014

Ambiente e beni comuni

Le proposte del Movimento Cesena SìAmo Noi

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La tutela della natura consente la promozione di cultura, valori e sensibilità indispensabili per la formazione di comunità con obiettivi di sostenibilità ambientale.
(altro…)

21 Mag 2014

Il Commercio e la Città.

Dibattito televisivo del 27 marzo 2014
negli studi di Teleromagna presieduto e voluto da Confcommercio con i Candidati Sindaco di Cesena.

(IN REPLICA CH 14 Sabato 29/03 alle 23,15 & CH 74 domenica 30/03 alle 15,30).   Il nostro debutto al dibattito. Spigolature dal pubblico. (altro…)

29 Mar 2014

Rassegna stampa 19 /03/2014

Si percepisce un chiaro senso di cittadinanza e di coralità. Raccontare di assemblee, tematiche approfondite e gruppi di lavoro ha chiamato intorno a quel tavolo tutti coloro che le hanno condivise e vi hanno contribuito in ogni forma e misura. Bravi noi. (altro…)

19 Mar 2014