5 Giornate Al Fiume Savio: Una Impropria Fiera Campionaria In Area Sensibile

Parlando di cultura e di sociale, ancora una volta Cesena dà dimostrazione di essere interessata solo a fabbricare eventi spot, tutti di facciata, che nascondono in realtà piccoli-grandi business, accordi fra Amministrazione comunale e associazioni di categoria, agenzie o consorzi ad hoc, dietro i quali si celano i soliti imprenditori “amici”.

Ma soprattutto continua a dimostrare una sconcertante insensibilità, se non disprezzo, verso l’Ambiente e la Natura.

Parliamo delle 5 giornate organizzate a partire da domani 27 agosto, fino a domenica 31 agosto, sul fiume Savio a ridosso del Ponte Clemente (“Ponte vecchio”), spacciate come offerta di cultura e incontro.

Il programma prevede vari spettacoli musicali, fra esibizioni di gruppi e dj set, spettacoli di danza, un mega-party con musica cubana tutta la sera di sabato fino alle 2 di notte, uno spettacolo teatrale per bambini ed una gara podistica. Inoltre durante tutte le 5 giornate saranno presenti vari stand gastronomici, romagnoli ed etnici, uno spazio dedicato al “wellness” e al relax, giochi e gonfiabili per bimbi, una mostra fotografica, un mercatino “bio” e km zero ed un’esposizione di automobili. Una vera e propria fiera, una fiera campionaria in area sensibile.

Una volta c’era la “Settimana Cesenate”, evento di grande attrattiva per tutta la città, ma occupava aree accessibili e “non sensibili”. Ed è proprio questo il punto.

Noi contestiamo fermamente la scelta di utilizzare, per un simile evento, l’ambito del fiume.Non poteva essere scelto un sito meno adatto.

A parte il mercatino e le auto, che presumibilmente saranno dislocati lungo viale IV Novembre, tutte le attività e le strutture ad esse utili, infatti, saranno ubicate (come 2 anni fa) sulla sponda a terrazza del fiume, in prossimità del Ponte vecchio, sotto il bar “Acquadolce”.

La domanda è: perché proprio lì? Perché insistere a ferire e deturpare il fiume?

Già due anni fa il sito ne venne fuori gravemente deturpato, senza più erba, ridotto alla stregua di un cantiere edile. Col programma di quest’anno, in 5 giornate e con tali e tante attività, è più che facile prevedere un vero e proprio disastro per quel tratto di ambito fluviale, già dai lavori di preparazione dell’area, l’installazione delle strutture (con l’accesso di auto, camion e attrezzature varie), il calpestio della gente per 5 giorni e 5 sere, e l’inquinamento che ne deriverà.

Non è sostenibile neppure l’idea che la “location” costituisce uno scenario suggestivo (come è stato ventilato – una scusa pretestuosa), perché la vera suggestione è data dalla storia e l’architettura del Ponte Clemente e dal fiume Savio, nella sua condizione naturale(anche se gli argini sono artificiali) e con la sua vegetazione spontanea. Condizione questa che deve essere assolutamente lasciata indisturbata.

Inoltre ci sono più che evidenti problemi legati all’accessibilità ed alla sicurezza, di cui non dobbiamo parlare neanche tanto: pensiamo ai tanti giovani che consumeranno alcolici, e pensiamo ai bambini. Ma allora, perché proprio lì?

Esistono a Cesena diversi altri siti più adatti, o facilmente adattabili, al caso (piazze, parcheggi, parchi), più accessibili e che non comportano rischi o difficoltà.

Tutti amiamo il fiume, a tutti piace “vivere” il fiume, ma per quello che è, non una sagra o una discoteca. Quello del fiume è l’ambito ideale per le passeggiate nel suo ambiente naturale, per l’educazione dei bambini, per visite guidate, e ci può stare anche una gara podistica. Ma niente per cui si debba installare strutture ed attrezzature e si debba sbancare o modificare.

Per noi, ben vengano eventi culturali (e questo di cultura ne ha ben poca o niente), di divertimento o di mercato, che costituiscano momenti di socialità ed aggregazione. Noi infatti non contestiamo gli eventi, ma la scelta di “questo tipo di evento” in “questo sito”Noi siamo fermamente convinti, ed anzi auspichiamo, eventi culturali, mercati e momenti di divertimento e socializzazione, ma dove questi siano autentici. E soprattutto sosteniamo l’idea che dovrebbero essere non eclatanti e concentrati (e finalizzati al business), bensì più frequenti e più distribuiti nel tempo e nei quartieri, in un’idea di rete e continuum distribuito: una vera offerta di qualità alla cittadinanza.

Altra domanda è: da chi e come è stata fatta questa scelta? Perché non se ne è parlato, non è stata resa preventivamente pubblica e non è stata fatta alcuna gara?

L’altro aspetto discutibile infatti (sul quale torneremo approfonditamente) è quello legato al divertimento, o meglio al modello di divertimento. Quello che si vuole spacciare per evento socializzante è in realtà la ben conosciuta macchina del divertimentificio, quel modello consumistico, frenetico e superficiale, che nella sua parte legata ai giovani è altrimenti detto “movida”. Quel modello culturalmente e socialmente deleterio, già visto nei pub alla moda, nei disco-bar della riviera e nelle discoteche, che produce alienazione, inquinamento acustico ed inquinamento ambientale, ed in cui moltitudini di giovani consumano alcolici (se non altro) facendo solo del male a sè stessi ed arricchendo le tasche dei gestori. E questo è l’altro punto, probabilmente il vero motore di questo scellerato progetto: gli interessi economici, ma si dovrebbe dire fame di business, di quel consorzio di gestori di bar (Trilogy group) e dei loro sponsor (a partire dall’imprenditore del cemento Guido Aldini), che con queste 5 giornate vogliono incrementare il già consistente giro di consumo, che da tempo hanno nei loro più che conosciuti e frequentati locali. Ma che evidentemente non gli basta.

Noi crediamo infatti che il mercatino, la mostra fotografica, l’esposizione di auto, lo spettacolo per bimbi e la gara podistica siano solo dei contentini ad una serie di categorie, ma soprattutto servano da contorno, per dare una parvenza di offerta ad ampio raggio, alla ragione principale appena descritta: divertimentificio e consumo. Ovvero, si dà spazio ad una serie di altre iniziative per giustificare il business di chi ha voluto e gestirà l’evento. L’ennesimo favore.

Questo è ciò che è successo due anni fa e che succederà in misura molto maggiore quest’anno. Perché Cesena vuole continuare ad alimentare questo fenomeno e lo vuole fare proprio sul fiume?

Cesena, 26 agosto 2014

Piero Guiducci, Davide Fabbri, Gianluca Amadio, Tiziana Lugaresi, Luisa Cerasoli del Movimento Cesena SìAmo Noi.

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