Il foro annonario, rimedi difficili a un flop annunciato

Cartelli_Foro_AnnonarioLe provano tutte, pur di cercare di rendere viva quella che era la grande scommessa (persa) della amministrazione comunale di Cesena, ovvero dimostrare che a costo zero per la collettività (facendo ricorso al famigerato project financing) sarebbe stato possibile ristrutturare e rendere più fruibile un luogo simbolo della identità storica di Cesena. Il vecchio foro annonario, che ospitava il mercato coperto degli ambulanti e altre attività minori, lasciato da tempo in stato di relativo degrado, è stato rivoltato come un calzino trasformandolo a tempio record in un tempio del consumismo moderno. Affidato con regolare gara il complesso alla “Foro Annonario Gest srl”, società rappresentante una cordata di imprese che utilizzerà la struttura per 36 anni grazie al cospicuo investimento di circa 7 milioni di euro, la vecchia struttura dal look industriale è diventata da circa un anno un moderno complesso su tre livelli: al piano terra i negozi tradizionali; al piano soppalcato l’area dei pubblici esercizi ed al secondo piano un parcheggio con 37 posti auto. La superficie commerciale è di ben 1689 mq al piano mercato a cui vanno aggiunti 555 mq di superficie coperta e circa 300 mq di superficie scoperta nel piano soppalcato. Gli investitori principali sono Edile Carpentieri (capogruppo), Confartigianato di Cesena, Coop Sviluppo Commercio e Turismo (Confesercenti Cesenate), Banca di Cesena. (Fare click sulla immagine per ingrandire).

 

Come è andata a finire l’iniziativa ? Al momento non troppo bene, l’unico esercizio che appare poter raggiungere il pareggio di bilancio sembra essere il Conad (supermercato), mentre la stragrande maggioranza delle altre attività o hanno già chiuso oppure avrebbero forse preferito aprire in pieno deserto, vista la scarsa affluenza di pubblico. Non sta a noi lanciare moniti su come lo snaturare la filosofia e “l’anima” di un luogo storico non sempre rappresenti una buona idea, anzi, ci auguriamo sinceramente che il grosso investimento fatto possa dare qualche frutto. Questo perché, se così non fosse, quello che sarebbe dovuto diventare un volano per l’economia del territorio rischia di trasformarsi in un boomerang a tutti gli effetti. Edile Carpentieri infatti, l’azienda capogruppo del consorzio, sta avendo gravissime difficoltà nel pagare i propri fornitori di materiali e servizi in subappalto, i quali ora vantano notevoli crediti inevasi e per effetto domino sono andate in crisi a loro volta. Alcune di esse sono addirittura già fallite per mancanza di liquidità, altre hanno dovuto ricorrere a mutui bancari per sopravvivere. L’azienda capogruppo stessa è sostanzialmente fallita, non aiutata dagli introiti della struttura su cui ha investito per oltre il 70% del costo totale e nel quale ha lasciato un “buco” di oltre due milioni di euro. In sostanza, un danno netto per l’economia di tutto il territorio a cui non si capisce bene come porre rimedio per salvare il salvabile. Ogni iniziativa che possa portare gente al Foro Annonario quindi appare indispensabile e benvenuta, persino spargere per la città improbabili cartelli segnaletici in cui la madre di tutte le destinazioni è sempre quella… il nuovo foro annonario, ubicato in pieno centro storico con tanto di relativo parcheggio. E meno male che l’interesse della giunta era quello (a suo dire) di disincentivare le auto nel procedere verso il centro della città. Forse un investimento più limitato ma nel rispetto della funzione originaria di quel luogo sarebbe stato più utile. Impareremo mai dai nostri errori ?

 

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